«Essere nel mondo ma non del mondo» NON significa «non agire» ma «agire in modo NON REATTIVO», dimorando anche un solo VIVO ISTANTE nell’Essere, prima di entrare nel «fare» (pensiero, parola, azione…).
Comprendere questo è molto importante perché, troppo spesso, il fraintendimento in cui cade la spiritualità riguarda la passività o l’ignavia di chi invece percorre rettamente il Sentiero.
Distaccarsi dai corpi inferiori per separare il Sottile dal grossolano non equivale a diventare insensibili, indifferenti e disinteressati al mondo e a ciò che accade su questo pianeta ad ogni livello.
Questo è un errore mortale in cui cadono in tanti…
Il sano e sacro distacco equanime attivo è una condizione interiore nella quale, mediante un costante affinamento coscienziale al fine di purificare e rettificare i corpi inferiori (la macchina umana), il senso d’identità si svincola dagli attaccamenti egoici e dimora stabilmente nell’Essere…
Ma sempre con un piede nel fare…
In un pianeta popolato quasi completamente da automi programmati per tenere in piedi il Sistema-Matrix e difenderlo dalle minacce delle pecore nere, rompere le catene degli attaccamenti egoici seguendo la direzione del Cuore è l’unico modo per entrare in contatto col Divino e agire secondo “la Sua Volontà”.
Se sei qui, adesso, non puoi stare fermo, passivo… credendo di essere “spirituale”… ma devi AGIRE (NON “reagire”) nel mondo!
E per agire nel mondo senza essere del mondo, l’unico modo è distaccarsi sempre più dalla natura-inferiore (cioè quella appartenente a questo mondo), incarnando stabilmente quella Superiore.
Un’ultima cosa importante… Attenzione a non cadere nell’ennesimo tranello egoico e creare l’idea di un’ulteriore dicotomia duale: “io-inferiore” ed “io-superiore” NON sono contrapposti; quando sei UNO con lo Spirito, l’io-mortale si dissolve/integra in Te, che puoi Agire Libero.
E COSÌ SIA.🔥
