Il Segreto è Rallentare: il Principio dell’Azione Rallentata

Come vivere nel Qui e Ora? Come fermare il tempo?

Se scri…ves…si… tut…to… il post in ques…to… mo…do… (non lo faccio, non ti preoccupare) quasi certamente, dopo qualche istante di fisiologico adattamento, riusciresti a leggerlo con maggiore Attenzione.

Il motivo è molto semplice: la tua mente si vedrebbe costretta ad abbandonare temporaneamente lo schema abituale di lettura e dovrebbe adattarsi ad una nuova chiave interpretativa, che la forzerebbe a RALLENTARE.

L’effetto pratico più importante è un immediato aumento della Presenza.

Pro…via…mo… un’al…tra… vol…ta…

Ti accorgi del cambiamento?

Il trucco funziona in ogni tipo di azione e, se applicato correttamente, ti riporta subito nell’Adesso, nel Momento Presente, nel Qui e Ora, poiché va in controtendenza rispetto all’attività compulsiva del Corpo Mentale.

La mente si nutre proprio della tua Attenzione e la dirige sugli oggetti più svariati in base ai segnali che riceve dai 5 sensi e alle associazioni operate da se stessa (Corpo Mentale) e da eventuali emozioni contingenti (Corpo Emotivo).

L’attività mentale compulsiva è come un fiume in piena. Per portare in salvo la tua preziosa Attenzione, devi Ricordarti di RALLENTARE.

Proprio in questo momento, ad esempio, ho preso la bottiglia che ho qui sulla scrivania e l’ho aperta svitando il tappo con estrema rapidità (la mente ha applicato uno schema automatico), ricordandomi, durante l’azione, di applicare il Principio dell’Azione Rallentata, in questo modo:

  • Ho immediatamente frenato i movimenti, muovendomi al rallentatore.
  • Ho notato che, istantaneamente, lo sguardo verso la bottiglia è diventato più intenso e focalizzato.
  • Ho percepito un cambiamento nel tempo, che si è praticamente fermato.
  • Ho notato che i sensi si sono acuiti durante tutto il processo.
  • Ho sentito molto concretamente la Presenza.
  • Ho riposto dolcemente la bottiglia sulla scrivania.

Poi, sono tornato – volutamente in modo molto graduale – nell’automatismo mentale che – ricordiamolo sempre – esiste perché ci è utile (il problema sorge quando ci perdiamo totalmente in esso, dimenticandoci di Noi).

Ma vediamo in dettaglio il processo e scopriamo perché è così utile nel Lavoro su di Sé.

Lo scopo è costringere il Corpo Mentale (e quindi il Corpo Fisico) a rallentare, fino a farlo diventare funzionale all’Attenzione. In questo modo si verifica un’inversione di ruoli e l’Attenzione si sottrae all’influsso della mente, che diventa, invece, sua servitrice.

Applicare il Principio dell’Azione Rallentata è molto semplice:

  1. Innanzitutto stabilisci la durata. Può essere utile impostare un timer. Per iniziare potresti provare con 2 minuti.
  2. Comincia a fare qualcosa fisicamente, ma fallo con la massima lentezza possibile. Io prima ho bevuto, ma va benissimo anche se decidi di grattarti la fronte, spostare un oggetto davanti a te o fare dei respiri lenti e profondi. L’importante è che l’azione sia compiuta in modo estremamente lento, per farti entrare totalmente nell’Adesso. Se dovessi cominciare a stancarti prima dello scadere del tempo, sappi che è proprio in quel momento che si avvia la trasformazione interiore: attraverso lo Sforzo di Volontà stai trasmutando in Oro il piombo dell’insofferenza e del fastidio.
  3. Durante l’azione rallentata sentirai un’immediato cambiamento nella percezione del tempo. Io di solito ho la sensazione che il tempo si fermi, ed in effetti è ciò che realmente accade al tempo psicologico – come naturale conseguenza dell’Essere nel Qui e Ora – poiché si arresta anche l’attività di pensiero (quindi passato e futuro scompaiono). Sii attento a questo cambiamento percettivo.
  4. Allo scadere dei 2 minuti, torna alla tua attività, ma cerca di portare con te la Presenza, senza riconsegnarla immediatamente al Corpo Mentale, attuando così una transizione molto lenta tra i differenti Stati di Coscienza.

Il punto 4 è molto, molto importante, poiché rappresenta la fase di transizione tra l’Eternità e il Tempo.

Se riuscirai a prolungare l’eternità (?!) e a farla fondere dolcemente durante il rientro nel tempo psicologico (se, cioè, saprai restare ancora Presente nelle tue azioni dopo che il tempo dell’esercizio è terminato), favorirai l’emergere dell’Essere e potrai rientrare nell’Adesso tutte le volte che ti renderai conto di essere immerso nel fare inconsapevole.

Ecco due esempi pratici:

ESEMPIO 1: Sei con lo smartphone in mano e stai scorrendo la sezione notizie di Facebook. La tua attenzione è catturata da un post, poi da un altro e un altro ancora. Improvvisamente te ne accorgi e cominci a rallentare all’inverosimile lo scorrimento del dito sullo schermo, ritrovandoti catapultato nel Qui e Ora. Quando decidi di riprendere, ti accorgi che l’azione è diventata più lenta e Consapevole (fase di transizione – punto 4).

ESEMPIO 2: Stai facendo zapping con il telecomando alla ricerca di informazioni/nutrimento per il corpo mentale (in realtà lo sta facendo lui). Appena te ne accorgi, cioè ti ricordi di te, interrompi lo schema motorio e lo sostituisci con un altro, cominciando a disegnare con il telecomando, sempre con estrema lentezza, un cerchio nello spazio. Anche in questo caso torni immediatamente Consapevole e, quando decidi di riprendere lo zapping, lo fai in modo più lento rispetto a prima (fase di transizione – punto 4).

I prossimi esempi li lascio a te, con la tua pratica.

Naturalmente la tua saggezza non ti farà mai rallentare l’azione in situazioni che richiedono prontezza e velocità.

Buon Lavoro.

Anima sul Sentiero
Sii la Fiamma che arde nella notte.

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